Ato Rifiuti Pa 1. Varato il bilancio, i sindaci disertano l’assemblea

Previsto un aumento dei costi per i comuni

Impennata dei costi per poco più di un milione di euro a carico dei Comuni. L’Ato rifiuti Palermo 1, l’ente che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nei 12 Comuni compresi tra Balestrate e Isola delle Femmine, fa quadrare i propri conti e l’assemblea delibera questa mattina nella sede di Cinisi il bilancio di previsione fissato in 24 milioni di euro contro i 23 dell’esercizio precedente. I sindaci però hanno disertato quasi in toto l’assemblea: a questa terza convocazione erano presenti soltanto i Comuni di Torretta e Cinisi, e la provincia regionale di Palermo. “Tutti mi hanno riferito di essere impegnati in altri appuntamenti istituzionali – asserisce il commissario liquidatore dell’Ato Palermo 1, Antonio Geraci -: possibile che realmente alcuni fossero impegnati ma è possibile pure che altri non si siano voluti assumere la responsabilità di approvare questa manovra finanziaria”. Soprattutto i Comuni più piccoli in questi anni non hanno lesinato critiche alla gestione della società d’ambito, accusata di applicare eccessive quote di pagamento ai piccoli enti che quindi si sono ritrovati in forti difficoltà finanziarie. “Comunque – asserisce Geraci – la votazione favorevole di questo bilancio, seppur a strettissima presenza in assemblea, è da considerarsi una cosa assolutamente positiva”. A diversi sindaci, che non stanno sicuramente attraversando un buon momento sotto l’aspetto della gestione delle risorse finanziarie nei rispettivi bilanci, non è andato giù questo ulteriore aumento di un milione di euro. I sindaci di Torretta, Enzo Guastella, e di Cinisi, Salvatore Palazzolo, hanno chiesto un impegno alla società di rivedere per il prossimo anno i costi e quindi di abbassare le quote a carico degli enti locali. “Certamente abbiamo raccolto tutte le loro istanze” replica Geraci. Come sempre le quote di suddivisione dei 24 milioni di euro sono stati distribuiti in base alla produzione di rifiuti giornaliera dei Comuni. Quella più alta spetta al Comune di Partinico, che dovrà corrispondere il 20 per cento, e poi a seguire Carini con il 19 per cento. Insieme producono la metà delle 250 tonnellate giornaliere di rifiuti dell’intero comprensorio. “L’aumento – precisa il commissario liquidatore – è quasi fisiologico per ottemperare ai maggiori costi sostenuti per il conferimento in discarica, per il nolo dei mezzi e per gli adeguamenti contrattuali del personale. Credo che i 24 milioni di euro ci garantiscano la regolare gestione”. I primi cittadini si aspettano il miglioramento del servizio, in particolare la ripresa della raccolta differenziata che oramai non è più praticata nel territorio da oltre 2 anni: “Ci stiamo lavorando” assicura Geraci.

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