Truffa alle assicurazioni anche a Cinisi, fenomeno in aumento

di MAURILIO RIGO

Lo confermano i dati Isvap e crescenti denunce delle forze dell’ordine oltre alle rivelazioni dei pool anti-frode che si occupano di smascherare i “furbetti” dell’assicurazione. Sanzioni inasprite per chi viene smascherato

La punta dell’iceberg emerse lo scorso novembre quando fu smantellata una vera e propria organizzazione criminale che aveva nella truffa alle compagnie assicurative automobilistiche un vero e proprio business. I carabinieri del Comando provinciale di Firenze arrestarono otto persone e ne indagarono altre 132. Stessa solfa a febbraio quando il Comando provinciale della guardia di finanza di Foggia smascherò un’altra organizzazione denunciando 66 persone. Anche in questo caso il raggiro era ben congegnato e basato su solide prove con la falsificazione della documentazione (modelli Cid, certificati medici attribuiti a quattro ignari professionisti, preventivi di spese di carrozzeria, fotografie di auto incidentate carpite dal web e abilmente “taroccate” con le targhe degli automezzi che simulavano gli incidenti). L’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo ha diffuso dati inquietanti sulla crescita del fenomeno che, solo nel 2010, è costato 26 milioni e 497 mila euro. Secondo i dati Isvap in Italia si sono registrati 69.763 “sinistri connessi con reati” e a guidare la “hit parade” delle frodi è la Campania, seguita da Puglia (10.821), Sicilia (7.207), Lazio (6.037), Lombardia (4.603) e Calabria (3.173). E questi sono solo i dati delle truffe scoperte ma secondo le compagnie assicurative, oltre il 50%, non viene smascherato per mancanza di prove sufficienti. Ovviamente le compagnie assicurative non erogano certo finanziamenti gratuiti alle organizzazioni criminali e quindi a fare le spese di queste truffe sono gli onesti cittadini che pagano pegno con l’aumento continuo delle polizze Rc Auto. Secondo l’Associazione nazionale delle imprese assicuratrici i premi pagati dagli utenti crescono così del 5,7% su base annua, ma l’Antitrust e le associazioni consumatori indicano invece un aumento del 12%. Per fronteggiare il fenomeno, oltre all’impegno delle forze dell’ordine, le principali compagnie assicurative hanno istituito veri e propri pool anti-frode che si occupano di smascherare i “furbetti” dell’assicurazione. Ma ad operare sul mercato dell’illecito non sono solo le organizzazioni criminali perché a tentare il “colpaccio” ai danni delle assicurazioni sono anche i privati cittadini spesso in modo goffo e maldestro come alcuni casi segnalati dall’Unipol:
“Dice di essersi lesionata il menisco per un tamponamento automobilistico, masi scopre che aveva pianificato l’operazione al ginocchio prima del presunto incidente. A incastrare la signora Angela T. sono stati i referti medici. Le incongruenze nel suo racconto erano troppe. Tanto da far insospettire glia genti assicurativi che hanno allertato il servizio anti-frode. La donna avrebbe denunciato di essere stata tamponata il 14 luglio 2010 in via Messina Marine e di essersi recata al pronto soccorso. Cinque giorni dopo, è stata operata in una clinica privata. A insospettire gli avvocati la tempistica. Di qui l’idea di consultare la cartella clinica: l’intervento era già stato programmato cinque giorni prima del tamponamento. Davanti al giudice di pace Angela T. non solo non ha incassato i 20 mila euro richiesti, ma ne ha dovuti sborsare 4 mila per “lite temeraria””.
Ecco ancora un altro caso di tentativo di raggiro smascherato: “Dice di essere stato investito mentre guidava il suo Piaggio Free, ma l’automobile che lo avrebbe travolto risulta rottamata. Così Nunzio C., originario di Cinisi, è finito davanti al giudice di pace insieme con il proprietario dell’auto-fantasma. Il giovane si è recato al pronto soccorso dell’ospedale di Partinico il 31 marzo dell’anno scorso. Ai periti ha raccontato di essere stato investito mentre sfrecciava nel corso principale del paese sul suo motorino privo di assicurazione. A travolgerlo sarebbe stata una Fiat Punto. Peccato che l’automobile fosse già fuori uso un mese prima del presunto sinistro. Il 25 febbraio dello stesso anno, il proprietario era stato coinvolto in un altro incidente, come dimostrano i verbali della polizia municipale e si configura anche una truffa ai danni del servizio sanitario”.
Questo è solo un piccolo esempio di quello che avviene nel settore delle truffe alle assicurazioni, fenomeno che, complice la dilagante crisi economica, sembra essere in netto aumento.
Infine, nell’attesa che venga debellata questa piaga, è bene ricordare che la giustizia civile ha inasprito le sanzioni riconoscendo la “responsabilità aggravata” per “lite temeraria” applicando al truffatore multe fino a cinquemila euro.

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