Villagrazia di Carini, nessun giallo sulla morte di Loretta Conigliaro, si e’ suicidata

Il terrore di mettera al mondo un figlio con una malattia genetica incurabile, portò lo scorso mese di aprile, Loretta Conigliaro, 34 anni, morta suicida ieri mattina a Villagrazia di Carini, alla decisione di abortire il feto concepito solo qualche settimana prima. Una decisione sofferta che la fece immediatamente sprofondare nel buco nero della depressione da cui non riuscì più a tirarsi fuori. Loretta avrebbe compiuto 35 anni il prossimo 17 novembre. Era sposata con Salvo Merluzzo, un muratore di 42 anni di origine di terrasini a cui ieri mattina è toccata la macabra scoperta. Tornato a casa intorno alle 10, dalla passeggiata in bici che era solito fare tutte le domeniche mattina, ha trovato sbarrata la porta di casa di Via Nazionale. Conoscendo le condizioni psichiche della moglie e temendo il peggio, Salvo Merluzzo si è intrufolato da una finestra attigua alla palazzina e una volta dentro, ha trovato Loretta in una pozza di sangue. Una scena raccapricciante. Accanto al suo corpo senza vita c’èra l’arnese utilizzato per lavoro dal marito, un flex che custodiva in solaio. La donna aveva una ferita alla gola molto profonda. Il colpo della sega circolare le ha quasi staccato la testa. Nell’abitazione c’era anche la figlia di 13 anni che, dormendo, non si è accorta di nulla. Immediatamente l’uomo ha chiamato i soccorsi ma per Loretta non c’era più nulla da fare. Sul posto, oltre ad un’ambulanza del 118 sono intervenuti i carabinieri della locale stazione che, da una prima ricostruzione, hanno subito seguito la pista del suicidio; tesi confermata oggi in un comunicato dai militari della compagnia di Carini. Loretta Conigliaro ha certamente agito da sola. In preda ad un raptus, la 34enne avrebbe afferrato l’attrezzo da lavoro del marito per togliersi la vita. Domani l’autopsia e gli esami tossicologici accerteranno se, e quanti, farmaci la donna assumesse per la grave forma di depressione di cui soffriva e per la quale da qualche mese era in cura da uno psichiatra. Gli investigatori hanno ascoltato tutti, parenti, amici, il medico che aveva in cura la donna e soprattutto il marito. Pare che Loretta, secondo il racconto di alcuni conoscenti, già diversi anni fa avesse perduto il padre a seguito delle sofferenze causate dalla distrofia muscolare, un’infermità di cui soffre tuttora una sorella di Loretta che da tempo vive in un apposito centro ed anche uno zio. L’idea di mettere al mondo un bimbo con la stessa malattia la indusse, lo scorso mese di aprile, ad interrompere la gravidanza; ma da allora, forse perché perseguitata dai sensi di colpa, è entrata nel lungo tunnel del male più oscuro senza più ritrovare la luce.

di Loredana Badalamenti

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Una Risposta

  1. La conoscevo era bellissima addio Loretta

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