Terrasini. Scoppia una bara al cimitero, dolore e rabbia

Non abbiamo più il diritto di portare i fiori a nostra figlia, morta a soli 20 anni.

Quello di Giuseppe e Antonietta Randazzo è lo sfogo amaro di due genitori che hanno perso la propria bambina e adesso si trovano di fronte ad un problema non indifferente. Non possono andare al cimitero a pregare per loro figlia perché vicino al loculo é scoppiata una bara facendo fuoriuscire liquido e odore nauseabondo. Difficile resistere anche per pochi minuti.  Anche perché a peggiorare la situazione, c’è il fumo provocato dall’incendio di erbacce e fiori secchi che invade tutto il cimitero. Giuseppe e Antonietta si sono rivolti al comune, all’Azienda Sanitaria Provinciale e ai Carabinieri ma da sei mesi, quando hanno segnalato per la prima volta il problema, è stato fatto poco. Il custode del cimitero ha provveduto a fermare la fuoriuscita dei liquidi con una soluzione tampone. Ma il problema persiste. E al dolore per la perdita della loro giovanissima figlia, si aggiunge l’inaccettabile condizione in cui sono costretti a pregare per lei. I due genitori denunciano quindi anche la scarsa condizione igienico-sanitaria e con un cartello che hanno affisso provocatoriamente all’ingresso del camposanto invitano i cittadini a munirsi di mascherina prima di entrare.
Il vicesindaco di Terrasini Nino rubino dichiara che il comune non può intervenire senza le disposizioni dell’Azienda Sanitaria Provinciale

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