Terrasini, Bullismo a scuola

C’è arrivata una lettera riguardo un fatto sconcertante avvenuto in una scuola elementare di Terrasini che vogliamo riproporre interamente alla vostra attenzione.

Salve, volevo segnalare che gira la notizia che, giorni addietro, nel plesso scolastico “Padre Cataldo”, un bambino sarebbe rimasto vittima di un atto di bullismo da parte di tre suoi coetanei, i quali sembra che lo volessero costringere a bere la loro urina, al rifiuto del
bambino pare che i tre lo abbiano picchiato. I bidelli ed il personale scolastico hanno sminuito l’episodio dicendo che i tre bambini lo negano ma pare che il Preside abbia fatto piantonare gli ingressi dei bagni da personale ausiliario per impedire il reiterarsi dell’accaduto. Ora, non sappiamo quali siano realmente stati i fatti ma mi chiedo, è normale che accadano queste cose? E’ normale che tutti facciano finta di niente? E’ davvero un’invenzione o siamo di fronte ad un insabbiamento perché non è bello che la scuola faccia certe figure, che il paese tutto faccia queste figure? Io più che all’immagine penso all’integrità dei nostri figli, piuttosto che spostare di scuola chi ha subito (come pare si stia facendo) , forse sarebbe meglio spostare chi ha commesso questi atti, magari avviandoli ad un percorso di recupero per evitare che piccoli bulletti di oggi diventino delinquenti di domani, con la convinzione che con la prepotenza si possa ottenere tutto, magari la prossima volta potrebbe scapparci qualcosa di più grave di qualche livido.

Un padre preoccupato dall’indifferenza

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Una Risposta

  1. Se i fatti narrati corrispondono al vero (non me ne meraviglerei, visti i tampi), ci sarebbe di che preoccuparsi seriamente. Nella mia quasi quarantennale esperienza di insegnante elementare ormai a riposo (non so se per fortuna o meno!) di espisodi problematici ne ho vissuti parecchi e li ho sempre affrontati e risolti socializzandoli con colleghi e colleghe, mai in solitudine. Dialogo, conversazioni avvolgenti; presenza costante degli educatori attorno ai “colpevoli” e alle “vittime” e frequenti contatti con i loro genitori sono i migliori strumenti per arginare certi fenomeni. Il trasferimento della “vittima” significa arrendersi; quello dei “colpevoli” (ammesso che ciò sia tecnicamente possibile) finirebbe col … trasferire altrove il problema.
    Grazie. Giuseppe Ruffino

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